Reazioni allergiche agli anestetici locali (seconda parte)

La corretta valutazione del paziente a rischio di reazioni di ipersensibilità ad anestetici locali é di fondamentale importanza per prevenire  e prepararsi adeguatamente ad affrontare la comparsa di reazioni allergiche. I soggetti a rischio presentato una o più delle manifestazioni cliniche descritte nel precedente articolo (prima parte). É necessario ottenere un’anamnesi clinica dettagliata che comprende il tipo di anestetico locale utilizzato e il tipo di reazione avversa pregressa riferita. In taluni casi, in base alla sintomatologia riferita (agitazione, sudorazione, nausea, lieve bradicardia), è già possibile sospettare una reazione di tipo vaso-vagale escludendo pertanto a priori la sensibilizzazione allergica del paziente…

anesthesia

Nella diagnostica differenziale delle reazioni di ipersensibilità causate da anestetici locali, deve essere tenuta in considerazione una possibile intolleranza a farmaci o sostanze utilizzate in concomitanza all’anestesia in ambito odontoiatrico, come la clorexidina, la formaldeide, il lattice che possono indurre fenomeni di ipersensibilità gravi. Inoltre, per lo stesso motivo, si dovrebbe sempre indagare sui farmaci assunti dal paziente per scopi profilattici o terapeutici in previsione dell’intervento odontoiatrico. In caso di anamnesi positiva per reazione di ipersensibilità ad un farmaco anestetico locale, il paziente deve essere visitato dallo specialista allergologo che dovrà provvedere all’esecuzione dei test di tolleranza per identificare l’anestetico locale che potrà essere somministrato al paziente per i successivi interventi odontoiatrici.

  • ·         I test allergologici

Le preparazioni utilizzate per i test di tolleranza dovrebbero essere prive di conservanti ed adrenalina che potrebbero modificare significativamente la reattività cutanea. L’esecuzione del test di tolleranza deve essere effettuata in ambiente ospedalier, per intervenire subito in caso di emergenza, con le seguenti modalità:

1. prick test con farmaco non diluito

2. iniezione intradermica con anestetico diluito in concentrazioni crescenti (1:100, 1:10, 1:1)

3. iniezione sottocute con anestetico locale non diluito in concentrazioni crescenti (0,1 ml, 0,3 ml, 0,5 ml).

Le iniezioni vanno eseguite ogni 15 minuti.

Dopo l’ultima somministrazione il paziente rimane in osservazione per circa due ore. Ai fini diagnostici, l’esecuzione dei test cutanei e i test in vitro, in assenza dei test di tolleranza sopradescritti, è stata dimostrata poco efficace.

  • ·         Protocollo clinico in odontoiatriaprednisone

Il seguente protocollo risulta efficace nella riduzione dell’incidenza e della gravitá delle reazioni da ipersensibilità ad anestetici locali:

48, 24 e 2 ore prima del trattamento odontoiatrico:

CETIRIZINA 10 mg (Zirtec® 1 cpr)

RANITIDINA 300 mg (Zantac® 1 cpr)

13, 7 e 1 ora prima del trattamento odontoiatrico:

PREDNISONE 25 mg (Deltacortene® 1 cpr)

1 ora dopo il trattamento odontoiatrico:

CETIRIZINA 10 mg (Zirtec® 1 cpr)

RANITIDINA 300 mg (Zantac® 1 cpr)

Conclusioni

Il problema delle reazioni allergiche agli anestetici locali appare ingigantito dall’opinione pubblica, e in odontoiatrica è causa di ingiustificati paure e rifiuti ai trattamenti odontoiatrici necessari. I test di tolleranza effettuati da personale medico specializzato rappresentano l’unico presidio diagnostico in grado di garantire sicurezza al dentista e al paziente.I test di tolleranza andrebbero prescritti soltanto a pazienti con storia di pregressa reazione avversa all’anestetico locale.

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