Reazioni allergiche agli anestetici locali (prima parte)

Cenni storiciCarl Coller

Gli anestetici locali sono stati scoperti per la prima volta nel 1884 da Carl Koller. La procaina é stata il primo anestetico locale. Da allora, si è assistito ad un diversificarsi significativo dell’offerta con l’introduzione di una vasta gamma di preparati, e questi farmaci continuano a rivoluzionare le potenzialità della medicina, sia in ambito diagnostico che terapeutico, diventando appannaggio di tutte le branche chirurgiche, tra le quali anche quella odontoiatrica.

Struttura e Classificazione e meccanismo d’azione

I farmaci appartenenti al gruppo degli anestetici locali hanno una comune configurazione molecolare. Il tipo di legame è utilizzato per classificare questi farmaci in due sottogruppi: esteri ed amidi. I primi, derivati dell’acido para-aminobenzoico e ormai superati, includono la cocaina, procaina, tetracaina, benzocaina e cloroprocaina. Il secondo gruppo, il più utilizzato, è rappresentato dalla lidocaina, mepivacaina, etidocaina, prilocaina, bupivacaina e dibucaina. Gli anestetici locali esercitano un effetto anestetico attraverso il blocco della trasmissione dell’impulso nervoso, che è ottenuto attraverso il legame reversibile dell’anestetico locale ai canali di voltaggio di sodio a livello della membrana cellulare ostacolando cosí la formazione dei potenziali d’azione.

Effetti collaterali

Gli anestetici locali possono essere responsabili di reazioni collaterali in seguito alla loro somministrazione, reazioni tossiche ed in particolare di reazioni di ipersensibilità allergica anche in ambito odontostomatologico.

  •  Reazioni tossiche

La tossicità degli anestetici locali è in funzione della modalità di somministrazione, delle condizioni cliniche del paziente , del sito di inoculazione. Il rischio delle reazioni tossiche andrebbe pertanto notevolmente ridotto mantenendosi entro i parametri di sicurezza per posologia e tecnica di iniezione. I segni di tossicità possono essere rilevanti ed includono agitazione, tremori-convulsioni, bradicardia fino alla depressione miocardia e respiratoria. Molto più frequentemente, in seguito alla somministrazione di un anestetico locale si possono avere manifestazioni cliniche come iperventilazione, nausea, vomito, sudorazione, disorientamento o lieve bradicardia. Questi segni talvolta mimano le reazioni allergiche.

  • Le reazioni di ipersensibilità

Le reazioni di ipersensibilità possono essere di due tipi: tipo immediato (tipo I) o tipo ritardato (tipo IV). Le reazioni di tipo I , dal punto di vista clinico possono causare manifestazioni cutanee di tipo orticarioide con comparsa di rush pruriginoso diffuso che si associa talvolta ad angioedema. L’apparato respiratorio può essere interessato con sintomi di rinorrea, broncospasmo con dispnea, mentre a carico dell’apparato cardiovascolare si può verificare in alcuni casi grave una ipotensione. L’anafilassi sistemica rappresenta l’evento clinico più drammatico e potenzialmente letale nell’ambito dell’ipersensibilità immediata. Le reazioni anafilattiche sono soprattutto a carico degli apparati cardiovascolare, respiratorio, cutaneo e gastrointestinale, questi possono essere coinvolti singolarmente o in qualsiasi combinazione. Le reazioni allergiche decorrono generalmente entro pochi minuti o qualche ora dalla somministrazione del farmaco ma in una piccola percentuale di casi, si ripresentano a distanza di alcune ore, o possono avere un decorso prolungato oltre le 24 ore. Le reazioni di ipersensibilità di tipo ritardato (tipo IV) sono principalmente indotte dal contatto attraverso la cute di anestetici locali con comparsa di lesioni cutanee di tipo eczematoso, spesso a carico delle mani. Accanto alle reazioni di ipersensibilità all’anestetico locale esistono reazioni determinate dagli eccipienti (conservanti) spesso contenuti nei preparati commerciali come metabisolfiti e parabeni.

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