Archive for April, 2015

Un impianto – si o no?

Friday, April 24th, 2015

Avere un dente mancante per un tempo troppo lungo porta dei rischi, i denti limitrofi iniziano a “spostarsi”, perché non sono sostenuti. Naturalmente, questo significa che il tuo sorriso non sara’ piu’ come prima, e i denti spostati e deformati causano anche dei problemi funzionali piu’ gravi, che talvolta richiedono lunghi trattamenti ortodontici – esplica il problema il Dott. Antonio Barbiera, il nostro specialista in implantologia.

I vantaggi degli impianti dentali

Per facilitare la decisione abbiamo raccolto i vantaggi e gli svantaggi del impianto.

  • Impedisce il riassorbimento d’osso

Se ti manca un dente, cioè la corona e la radice, l’osso si ritira e cambia l’aspetto del viso. Gli impianti dentali impediscono questo processo a realizzarsi.

  • Salva i denti vicini

Nel caso in qui manca solo un dente, ci sono due soluzioni da considerare: fare un ponte con 3 corone o inserire un impianto. Nel primo caso – per fare un ponte – i denti adiacenti vengono devitalizzati e limati, invece inserendo un impianto dentale questi denti non si toccano!

  • Una soluzione fissa

Rispetto alle soluzioni rimovibili gli impianti dentali ti danno sicurezza e il sentimento di riavere i tuoi denti naturali al fatto che non si muovono.

  • Si elimina il dolore

Non sentirai piu’ il dolore e le infiammazioni al livello delle gengive a causa delle protesi mobili.

  • Durevole

Gli impianti dentali durano per un lungo periodo della vita, se ti prendi cura propria di loro.

I rischi degli impianti dentali
Inserire l’impianto dentale è un intervento molto semplice, ma raramente esistono dei casi con complicazioni.

  • Rigettazione

Il rischio più grande degli impianti dentali potrebbe essere il suo rigetto. In questo caso l’impianto inizia a muoversi e può cadere, però, senza dare delle complicazioni. Per quanto riguarda il successo dell’impianto si sa’ gia’ entro 2-3 settimane.

  • Infezione

Un altro rischio dell’implantologia puo’ essere un’ infezione. Per evitare questi problemi tutti gli strumenti chirurgici sono di monouso o sterilizzati, e subito dopo aver fatto l’intervento, il dottore prescrive ai pazienti degli antibiotici e antinfiammatori.

  • Lesione del nervo

La lesione del nervo e’ un altro rischio possibile. In questo caso appaiano dei dolori e la sensazione di intorpidimento al dente, al labro, alla genigiva o alla guancia. La lesione del nervo di solito è causata dall’inserimento dell’impianto di una dimensione inadeguata.

Come prevenire questi rischi e come fruttare meglio i vantaggi? Il dottore deve essere scelto con cura, e tu hai bisogno di seguire attentamente le sue instruzioni. I rischi possono essere ridotti smettendo di fumare, perche’ le ricerche scientifiche hanno dimostrato che le persone che fumano (o le persone con un’immunità bassa) sono più predisposte ai rischi e complicazioni degli impianti dentali.

La caduta del tartaro

Wednesday, April 22nd, 2015

Il tartaro ed i suoi effetti dannosi sulle gengive sono conosciuti da secoli. Incredibilmente si riscontra ancora in alcune persone un timore diffuso per farsi rimuovere il tartaro dai dentisti. La rimozione completa dei depositi calcificati sui denti, ossia del tartaro, e’ effettuata con punte metalliche montate su apparecchi che producono vibrazioni ad altissima frequenza, insieme a spray d’acqua.

Metodi moderni

Oggi giorno la rimozione di placca e tartaro avviene tramite metodi ad ultrasuoni che non danneggiano lo smalto, in quanto non lo toccano affatto. Tartaro e placca sono molto più morbidi dello smalto dei denti, e quindi le vibrazioni ultrasoniche fanno letteralmente tremare i detriti, mentre lo smalto rimane intatto, il dentista utilizza anche lo spazzolino Air e altre tecniche di lucidatura oltre ai consueti scaler e metodi di rimozione del tartaro. Questo è importante non solo per ragioni estetiche, ma anche per motivi igienici. La lucidatura rende la superficie del dente liscia così che i batteri non possano sopravvivere, rallentando la formazione di placca e tartaro.

tartar

La rimozione del tartaro

L’ablazione del tartaro può essere effettuata direttamente dal dentista o da igienisti dentali ed e’ necessaria quando comincia a formarsi il tartaro. L’accumulo di tartaro porta alla parodontite, e uno degli obiettivi della seduta di igiene orale è proprio la prevenzione della parodontite. Se il tartaro rimane sui denti per un periodo prolungato, causerà la necrosi della mandibola, la recessione delle gengive, ed eventualmente ad un allentamento con perdita dei denti. La tecnica professionale di rimozione del tartaro mira, appunto, al distacco del tartaro dai denti, la terribile sostanza che, come abbiamo spiegato, impedisce le corrette manovre d’igiene orale, favorisce l’accumulo di placca batterica sui denti e interferisce direttamente con la normale biologia gengivale.

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Non toccatemi il dente! Estrazione e dintorni

Wednesday, April 8th, 2015

Prima dell’intervento

Prima di arrivare all’estrazione del dente del giudizio vera e propria, di norma, il dentista procede con gli esami radiografici per accertarsi dell’esatta posizione delle radici del dente in modo tale da non causare lesioni temporanee o permanenti ai nervi. Solo in casi particolari l’odontoiatra richiede anche la TAC. In questa sede il paziente deve mettere al corrente il medico di eventuali allergie alla anestesia locale patologie pregresse o in corso ed eventuali medicine assunte.
Perche’ si fa un’estrazione?

radiografici

L’estrazione si esegue spesso quando è presente un’infezione nei tessuti molli e nelle membrane sotto la radice del dente, che provoca un dolore molto forte. Dopo l’estrazione, si dovrebbe formare sulla ferita un coagulo di sangue, che non deve essere rimosso e non deve essere risciacquato con nessuna medicina. Il risciacquo può rimuovere il coagulo lasciando la cavità secca o addirittura creando un’alveolite.

Soluzioni

Dopo l’estrazione è consigliabile eseguire impacchi freddi con un’alternanza di 15 minuti. Andare oltre il tempo necessario significa rischiare di infiammare il cavo orale. Di solito si possono fare impacchi caldi prima dell’estrazione, quando l’infezione è ancora presente, in questo modo i tessuti si gonfiano e si può rimuovere facilmente il pus presente dai tessuti dilatati. I dolori all’osso causati da un’estrazione possono essere curati con un grande rimedio omeopatico che si chiama Symphytum, o Consolida. La medicina occidentale tradizionale raccomanda l’uso di farmaci a base di diclofenac come Flector o Cataflam.

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