Archive for August, 2013

Indicazioni sui sistemi ortodontici invisibili (prima parte)

Friday, August 30th, 2013

I trattamenti ortodontici  sono oggigiorno sempre piú diffusi anche tra i pazienti adulti, e non solamente tra i bambini e gli adolescenti. Le ragioni sono quelle relative ai molteplici benefici estetici e funzionali del trattamento ortodontico che puó garantire al paziente. Il corretto allineamento e la corretta chiusura dei denti è importante per garantire un’igiene orale completa, a scopo preventivo per contrastare le patologie cariose e parodontali, per la corretta funzione masticatoria, quindi delle articolazioni temporomandibolari e dei muscoli della zona  cranio-cervico-mandibolare del sistema muscolo scheletrico. Un sorriso smagliante è importante per il proprio benessere psico-sociale. Molto frequentemente i pazienti, soprattutto adulti, richiedono di portare un trattamento ortodontico invisibile, per motivi personali e anche per esigenze professionali.

Le possibilità offerte attualmente dall’ortodonzia sono due:

  • Le mascherine o gli allineatori (alcuni nomi commerciali sono Invisalign, Clearstep, Clear-aligner)

  • L’ortodonzia linguale

1. Le mascherine e gli allineatori

Queste particolari mascherine, sottili, elastiche, quasi invisibili e realizzate in una speciale resina trasparente, consentono di spostare i denti nella posizione desiderata. Le mascherine sono utilizzate in una sequenza programmata e sostituite ad intervalli regolari, normalmente di due o tre settimane. I vantaggi di questi sistemi ortodontici sono estetici, e funzionali dal momento che  non interferiscono con la fonetica, devono essere tolti solo per mangiare e  per  la regolare pulizia dei denti, ma d’altra parte devono essere portati per almeno 20 ore giornaliere. Le mascherine o gli allineatori permettono anche di mantenere una corretta igiene orale nei pazienti con problemi parodontali. Questi sistemi prevedono l’utilizzo di programmi computerizzati di simulazione e la programmazione del trattamento, che possono essere uno strumento fondamentale per l’ortodontista nel pianificare il trattamento desiderato.

Le sfide della ricerca scientifica: correlazione tra urina e denti

Monday, August 26th, 2013

La ricerca sulle cellule staminali sta avviando nuove tecnologie per stimolare e facilitare la crescita di denti nuovi grazie a una fonte insospettabile: l’urina umana. Ricercatori cinesi, il cui studio é stato pubblicato sulla rivista scientifica Cell Regeneration, descrivono come le cellule staminali derivanti dall’urina possano essere utilizzate per generare organi e tessuti, compreso i denti. Le cellule eliminate con l’urea possono inoltre diventare delle  potentissime cellule staminali indotte (iPSCs), capaci di generare molti differenti tipi di celllule, incluso i neuroni e le cellule del miocardio o muscolo cardiaco. Gli scienziati sperano che un giorno questa nuova scoperta possa collaborare con l’implantologia dentale, per creare denti nuovi su misura per i pazienti. Duanqing Pei e i suoi colleghi dell’Guangzhou Institutes of Biomedicine and Health hanno inoltre sviluppato un innovativo sistema di tessuti che ha la capacitá di convertire queste iPSCs in finissime strutture che assomigliano ai denti veri. Questo sistema riproduce il normale sviluppo dentale, che risulta essere il risultato dell’interazione tra due differenti tipi di cellule: le cellule epiteliali che producono lo smalto, e quelle mesenchimali che  sono preposte alla produzione di altri tre componemti del dente. ossia la dentina, il cemento ossia il tessuto del parodonto, e la polpa.

iPSC

Cellule staminali e denti nuovi

Questi tipi di ricerca rappresentano una svolta in ambito medico, ma siamo ancora agli inizi degli studi, e il metodo che analizza le cellule dei topi riscontra un successo solamente del 30%, e le strutture dentali prodotte sono simili ai denti umani di appena un terzo. Le cellule iPSCs costituiscono comunque una grande speranza per la medicina rigenerativa, in quanto provengono da una fonte piú accessibile, rispetto a quella conosciuta della pelle e del sangue, e inoltre aggirano il controverso problema dell’utilizzo di embrioni per la ricerca. Con l’utilizzo di  queste cellule, generate grazie a questo nuovo metodo scientifico, non possono esserci inoltre problemi di rigetto da parte del sistema immunitario dell’uomo, in quanto derivano dal suo materiale cellulare.

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Disfunzione erettile e gengiviti

Friday, August 23rd, 2013

ParodontiteLe malattie gengivali costituiscono un fattore di rischio per la sessualitá maschile. Secondo i dati di una ricerca turca, pubblicata sulJournal of Sexual Medicine, gli uomini che soffrono di infiammazione gengivale hanno problemi di erezione molto frequenti. Gli scienziati sono arrivati alla conclusione che gli uomini affetti da  forme gravi di parodontite  hanno una probabilità di soffrire di disfunzione erettile 3,29 volte superiore rispetto a chi non accusa malattie gengivali.

La ricerca

I ricercatori hanno valutato la salute gengivale di 80 uomini affetti da problemi di erezione e di 82 uomini che non soffrono di questo disturbo sessuale.  Gli individui  che sono stati coinvolti nella ricerca avevano una fascia d’età compresa fra i 30 e i 40 anni con indice di massa corporea, livello economico e di istruzione simili, non fumatori e non affetti da patologie sistemiche. Queste erano le caratteristiche  richieste per escludere casi di disfunzioni sessuali associati al naturale processo di invecchiamento o a noti fattori di rischio, ossia il fumo, il diabete e le malattie coronariche.  L’analisi dei risultati ottenuti ha evidenziato che il 53% degli uomini affetti da disfunzione erettile soffre di gengivite, a confronto del 23% dei partecipanti inclusi nel gruppo di controllo.

Un problema sessuale comune

Sono circa 150 milioni gli uomini che, in tutto il mondo, hanno a che fare con la disfunzione erettile, e 3 milioni sono italiani. I due terzi dei casi sono determinati da fattori fisiologici, soprattutto per problemi ai vasi sanguigni, gli altri sono invece causati da motivi psicologici. La parodontite cronica può indurre patologie vascolari sistemiche, come le malattie coronariche, che sono state associate ai problemi di erezione. Questo studio sostiene la teoria secondo la quale la parodontite cronica è maggiormente presente nei pazienti con disfunzione erettile.

Conclusioni

Il cavo orale gioca un ruolo significativo nel diagnosticare in tempo numerosi problemi di salute e non solo sessuali, avere una bella bocca ha inoltre un forte impatto sociale, che si riflette sulla qualitá della vita di un individuo. L’importanza di regolari visite di controllo odontoiatriche dal dentista, di appropriati trattamenti dentali  e  una corretta igiene orale, giocano un ruolo fondamentale per la prevenzione di molte malattie.

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Questioni di carie

Monday, August 19th, 2013

CarieNel Bel Paese la carie dentale  interessa il 60% della popolazione di una fascia di etá compresa tra i 35 e i 40 anni, e colpisce l’80% dei soggetti tra i 19 e i 25 anni. I bambini e i giovani sono piú a rischio: i dati evidenziano che a partire dai 4 anni di età il 20,61% degli individui presenta lesioni cariose in atto; a 12 anni, il 43,99% dei soggetti è affetto da carie dentale, che cresce in modo proporzionale all’etá. Senza sembrare banali bisogna sottolineare l’importanza dei tre oggetti che favoriscono la prevenzione dentale e sono indispensabili per l’igiene orale quotidiana: lo spazzolino, il dentifricio e il collutorio.  Secondo i dati della ricerca condotta dall’Università degli Studi di Milano e dall’Istituto di Clinica Odontoiatrica dell’Università degli Studi di Sassari lo xilitolo é il nemico numero 1 della carie dentale. Lo xilitolo, uno zucchero di origine vegetale che si estrae generalmente dalla corteccia della betulla, è considerato cario-protettivo perché svolge un’azione specifica contro gli streptococchi del gruppo mutans, batteri collegati allo sviluppo della carie dentale. Lo xilitolo fa parte della famiglia dei polialcoli, sostanze non cariogene che hanno la peculiarità di non essere fermentate dai batteri del cavo orale e, di conseguenza, inibiscono la formazione degli acidi che corrodono lo smalto dentale. Masticando gomme allo xilitolo si registra infatti una considerevole diminuzione di rischio di nuove carie pari all’82%.

La ricerca informa

Lo studio è stato condotto su 176 bambini di età compresa fra i 7 e 9 anni iscritti alle scuole elementari di Sassari, che sono stati divisi in due gruppi: i bambini del primo gruppo hanno masticato chewing gum senza zucchero e allo xilitolo, quelli del secondo hanno masticato chewing gum senza zucchero e senza xilitolo. Il chewing gum é stato associato anche alle pratiche fondamentali di igiene orale, e non sono stati prescritti cambiamenti di stili alimentari.  Terminati i primi 6 mesi, la prevenzione della carie è stata affidata ai singoli, con l’uso di spazzolino e dentifricio al fluoro. Dopo due anni, un tempo sufficiente per lo sviluppo di carie, sono stati richiamati i bambini per una visita di controllo. Fra i bimbi del gruppo ”gomme allo xilitolo” é emerso che  le carie che hanno intaccato lo smalto interessavano il 2,86% del campione contro il 16,66% di coloro che avevano masticato gomme senza questo zucchero particolare. Nel caso delle carie più profonde, vicine alla dentina, il cuore del dente, la differenza oscillava tra l’1,43% del primo gruppo e il 10,26% del secondo.

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Stringiamo i denti?

Friday, August 16th, 2013

Purtroppo non è solo un modo di dire: per colpa della crisi sempre piú italiani stringono i denti e soffrono del cosiddetto bruxismo. Ormai il 10% della popolazione digrigna i denti, in modo involontario, durante il sonno. L’Associazione Nazionale dei Dentisti Italiani conferma che si tratta di una patologia in crescita che ha origini nervose. Il danno principale derivante da questo fenomeno medico è l’accentuata usura dei denti, che entrano in contatto in modo innaturale e, alla fine, finiscono per consumarsi. Chi digrigna, quando si sveglia, puó anche accusare forti emicranie e dolori ai muscoli della mandibola e del collo.

Ascoltiamo i nostri denti

Il problema è che solamente pochi pazienti si rendono conto di questo disturbo. Gli episodi di bruxismo generalmente non durano piú di 10 secondi e, proprio perché si verificano di notte, possono passare inosservati. Spesso è il partner che si accorge del problema quando si sveglia o non riesce e dormire a causa del rumore dei denti che stridono tra loro incessantemente. Digrignare è come masticare ma senza cibo e in questo modo, anche se lentamente, lo smalto puó rovinarsi. Il rimedio è un classico apparecchio passivo chiamato “bite”, che evita lo sfregamento e riduce i dolori alla mandibola. Il bite deve essere progettato da un dentista e fatto esattamente a misura della bocca del paziente per rilassarne la muscolatura.

Bruxismo

Conclusioni

Ci sono diverse ricerche per scoprire le cause del bruxismo, ma i risultati non sono ancora evidenti: oltre allo stress conclamato, ci  potrebbe essere una correlazione con il consumo di alcool e di bevande contenenti  caffeina, la pressione arteriosa e anche una scorretta postura. La postura é molto importante perché camminare o stare seduti con la schiena curva è spesso causa di una chiusura sbagliata dei denti, e digrignarli potrebbe essere una compensazione notturna del problema posturale. Il modo migliore per risolvere il problema consiste nel ricercarne la cause, e eliminando lo stress  si potrebbero ridurre anche i danni.

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