Archive for March, 2013

Gli impianti dentali

Friday, March 29th, 2013

É complicato sapere quanto tempo sia necessario per completare un trattamento di implantologia se non si conosce minuziosamente lo stato di salute generale del cavo orale del paziente.  La prima fase del trattamento consiste nell’operazione di chirurgia implantare, alla quale segue il periodo di convalescenza necessario affinché la mandibola accetti e integri l’impianto dentale nell’osso mandibolare, prima che sia usato per la masticazione, o ci sia un problema di rigetto.  Quanto tempo ci vuole per il periodo di guarigione? La risposta non é casuale. Alcuni pazienti si rimettono dall’intervento dopo due mesi, altri hanno bisogno di sei mesi di convalescenza. Un lento periodo di ripresa é comunque indice di complicazioni.

 

implantologie

 

 

Le cause delle complicazioni negli interventi di implantologia

  • Il paziente non ha abbastanza densitá ossea per l’inserimento di un impianto dentale. Se infatti il problema é questo, allora il dentista dovrá necessariamente sottoporre il paziente a un trapianto osseo, che richiede dai sei agli otto mesi di convalescenza. Il trattamento del trapianto osseo potrebbe essere fatto nuovamente se il paziente sfortunatamente non riesce ad assorbire il materiale del trapianto dell’osso. Questo tipo di complicanze si verificano comunque raramente.

  • Se il paziente soffre di malattie degenerative dell’osso é possibile che il periodo di guarigione non si verifichi affatto. Puó accadere che, mentre l’mpianto del paziente si sta integrando, l’osso mandibolare assottigli la zona attorno all’impianto, e l’area diventi piú instabile. In questi casi il trapianto dell’osso é necesssario, e il trattamento di implantologia deve essere effettuato.

  • Si puó verificare anche che l’impianto dentale non riesca a integrarsi nell’osso, questa é  la principale causa di infezioni al cavo orale del paziente. Per la maggior parte delle volte la zona dell’impianto dentale si infetta a causa di una scarsa e scoretta igiene orale del paziente, e i batteri della bocca infettano per questo motivo l’impianto. L’infezione puó verificarsi anche quando l’impianto non é stato sterilizzato, e in questi casi il paziente deve essere sottoposto a un nuovo intervento e rimborsato.

  • Anche un impianto di qualitá scadente puó essere la causa di numerose complicazioni agli impianti dentali. Generalmente il problema é di tipo tecnico per difetto di fabbrica.

 

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I rivestimenti degli impianti dentali

Tuesday, March 26th, 2013

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Gli impianti dentali possono essere ricoperti con differenti materiali e, generalmente sono rivestiti affinché possano garantire l’integrazione dell’osso in modo ottimale. Con il termine di integrazione ossea si intende il processo secondo il quale gli impianti dentali divengono parte integrante dell’osso mandibolare. Negli interventi di implantologia la densitá ossea é di fondamentale importanza, perché se  non si verifica l’integrazione del tessuto osseo, l’osso non puó assorbire l’impianto dentale. In implantologia esistono alcuni tipi di rivestimemto dentale, come il Ca45, che si fondono con l’osso in modo  piú facilmente rispetto al solo utilizzo del titanio.

Qualche volta é necessario applicare una quantita extra di rivestimento dentale al titanio, per assicurarsi che l’impianto dentale sia inserito meglio alla radice del dente. Altre volte la superficie dell’impianto é ricoperta di microparticelle, che garantiscono una guarigione piú immediata. Prima per rivestire gli impianti erano ampiamente usati nella chirurgia implantare il plasma spray di titatino  e una sostanza chiamata HA. Si credeva che il plasma spray di titanio rendesse l’impianto piú grande, ma la superficie piú morbida, in quanto il plasma é piú malleabile del titanio duro. Ne é risultato che se si esercitava troppa pressione, e il dentista non era accurato poteva causare la necrosi del tessuto osseo. Oggi giorno peró esistono dei materiali che rilasciano degli ioni di calcio che favoriscono la crescita dell’osso.

Impianti dentali rivestiti o superfici trattate

In questi ultimi anni tra i dentisti c’é la tendenza di trattare la superficie degli impianti dentali per meglio accellerare la crescita dell’osso e l’integrazione ossea, piuttosto che utilizzare dei materiali di rivestimento degli impianti. Esiste anche la possibilitá di trattare gli impianti dentali con l’acido, i pro consistono in una integrazione ossea piú veloce, e i contro le micro corrosioni che possono verificarsi. I pazienti con delle ossa forti e una densita ossea consistente non avrebbero comunque bisogno di impianti dentali trattati alla superficie, che sono anche piú dispendiosi. Se il tessuto osseo della cavitá alveolare é debole o la densitá ossea é irrilevante allora é indubbiamente consigliabile che i paziente sia sottoposto a un trattamento di implantologia con degli impianti dentali rivestiti o con le superfici trattate.

 

 

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Impianti dentali durante la gravidanza

Saturday, March 23rd, 2013

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La gravidanza implica un fisiologico significativo cambiamento ormonale, che influisce considerevolmente sulla salute dei denti della futura mamma. Nel corso dei nove mesi, é fondamentale sottoporsi  a dei regolari controlli odontoiatrici, e fare particolare attenzione a una  quotidiana igiene orale per prevenire l’insorgenza di problemi ai denti e alle gengive (il 30% delle donne incinte soffre di gengiviti). Gli ormoni in gravidanza rendono le gengive piú sensibili, che tendono a gonfiarsi, infiammarsi e  a sanguinare. Alcune complicanze in gravidanza sono aggravate e causate da malattie gengivali e da carie dentali trascurate. Un terzo delle donne incinte accusa la presenza di un nodulo a lato delle gengive, che sanguina quando si lavano i denti. Si tratta del cosiddetto tumore gravidico benigno, in termini medici chiamato granuloma piogenico. Generalmente questi noduli spariscono spontaneamente dopo il parto, ma se dovessero essere fastidiosi o causare dolore perché, per esempio, comprimono un nervo, o sono eccessivamente sanguinanti, é possibile rivolgersi al dentista per  asportarli.

I trattamenti di implantologia

Durante la gravidanza si potrebbe avere bisogno nei casi piú gravi di interventi piú complessi, necessari per esempio per la sostituzione di denti mancanti. I trattamenti dentali di implantologia sono consigliati, solamente se ritenuti  indispensabili per la salute della futura mamma, ma esclusivamente dopo il secondo o terzo trimestre di gravidanza e, dopo aver consulato anche il parere del ginecologo e dell’ostetrica. Durante il primo trimestre, infatti, sarebbe estremamente dannoso sia per la donna incinta che per il feto. La maggior parte dei dentisti precisa comunque quanto sia preferibile posticipare a dopo il parto un intervento di implantologia, per evitare delle possibili complicazioni e danni al sistema immunitario della madre, piú debole e piú suscettibile allo stess sia fisico che emotivo. Anche le radiografie dentali di routine richieste per gli impianti dentali, e le radiografie in generale sono normalmente posticipate a dopo il parto per ragioni di sicurezza. Se si dovessero eseguire degli esami radiologici, bisognerebbe sempre scegliere strutture specializzate con personale medico preparato, avvertire esplicitamente il medico della gravidanza in corso, indossare un collare e un grembiule di piombo per proteggere rispettivamente la tiroide e l’utero.

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Essere o non essere diabetici. Questo é il problema!

Tuesday, March 19th, 2013

L’essere diabetici puó essere un grave fattore discriminante, che i dentisti possono tenere in considerazione prima di sottoporre un paziente a un intevento di chirurgia orale. I malati di diabete potrebbero potenzialmente essere discriminati, e quindi essere esclusi dai trattamenti di impianti dentali, oppure non usufruire di nessuna garanzia medica.

La parola controversa al dentista

Da un punto di vista meramente odontoiatrico, la preoccupazione maggiore per un dentista riguarda le complicanze che il diabete provoca al tessuto osseo, e in particolare alla densitá ossea in caso di interventi di implantologia. Se, infatti, non si verifica l’integrazione del tessuto osseo, l’osso non puó assorbire l’impianto dentale. La situazione degenera poiché l’impianto dentale, non essendo fisso,  si sposta causando potenzialmente piú danno che beneficio. I diabetici hanno anche una perdita ossea piú alta del normale, e questa condizione determina la non perfetta riuscita dell’impianto di chirurgia dentale. Il rischio esistente di contrarre delle malattie al tessuto gengivale per i malati diabetici inoltre é molto elevato, e peggiora la situazione. Delle gengive malate e infiammate rendono  piú difficile il monitoraggio dei livelli di glucosio nel sangue, e l’iperglicemia puó  peggiorare le infezioni della bocca.

 

diabete

 

 

Dalla parte del paziente

Il paziente potrebbe  notevolmente collaborare con i dentisti mantenendo un ottimo controllo della glicemia, e potrebbe quindi rendere meno intrattabili gli effetti collaterali determinati dalla malattia. Ma come puó sapere un dentista  se i livelli glicemici del paziente sono buoni? Generalmente i malati diabetici non possono sempre sapere se la loro attivitá glicemica va bene oppure no. Esistono peró degli strumenti capaci di rilevare il livello della glicemia e i livelli di zucchero nel sangue del paziente. Per rispondere alla nostra domanda, il dentista dovrebbe quindi avere il dovere di acquistare e usare nel proprio studio dentistico almeno uno di questi stumenti di misurazione, per garantire  in questo modo un trattamento privo di discriminazioni ai malati di diabete che desiderano un impanto dentale. La decisione finale spetta al dentista che comunque dovrebbe iniziare a valutare come provvedere al meglio alla cura di pazienti con fattori di rischio.

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Superare la paura del dentista

Saturday, March 16th, 2013

L’Accademia Americana dei Dentisti Pediatri sottolinea l’importanza di cominciare, fin dall’infanzia delle corrette abitudini dentali, poiché esse influenzeranno decisamente la vita futura di ogni individuo. Fin dall’eruzione dei primi dentini bisognerebbe introdurre l’utilizzo dello spazzolino, e facilitare cosí l’approccio dei bambini a questo nuovo oggetto, e abituarli al suo uso quotidiano dopo aver consumato i pasti principali. Secondo il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC), il 19% dei bambini di etá compresa tra i 2 e i 19 anni hanno delle carie non curate. Trascurare le carie dentali nell’infanzia puó essere la causa  della caduta dei denti, e di problemi dentali trascinati fino all’etá adulta.

Il dentista: l’alleato della salute dei bambini

I rumori e gli odori caratteristici di uno studio dentistico hanno quasi sempre destato ansia e paura nei pazienti piú piccoli, e per questo motivo é di fondamentale  importanza un approccio positivo alla figura medica del dentista, e anche la consapevolezza di quali sono le conseguenze di una carente igiene orale. Per trasformare ed eventualmente eliminare la fobia di andare dal dentista é possibile adottare diverse strategie molto semplici.

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  • Prima di tutto sono consigliate delle regolari visite di controllo fin dal primo anno di vita, agli inizi a cadenza semestrale, per far accettare al bambino questa figura professionale con gradualitá e costanza.
  • Il dentista deve essere quello giusto: specializzato in odontoiatria pediatrica,  e il proprio pediatra potrebbe consigliare un dentista preparato, sorridente, divertente e soprattutto paziente ed empatico con i bambini vittime di questa fobia.
  • Il ruolo dei genitori é decisamente la chiave di svolta per aiutare il bambino a conoscere il mondo dei denti. L’approccio positivo dei genitori si rifletterá sul proprio figlio, e lo aiuterá anche  a capire quello che lo aspetterá durante  una seduta dentistica. Una visita allo studio dentistico é consigliata prima di sottoporsi a dei trattamenti dentali.
  • Non bisogna sottovalutare questa fobia, e cercare di capirne le ragioni e di aiutarare il bambino a superarla é di fondamentale importanza. Pazienza, determinatezza e preparazione sarano gli alleati di fiducia per aiutare il proprio bambino a superare la fobia del dentista.

 

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