Archive for January, 2013

Impianti dentali infettati: consulta un centro di implantologia e tieniti ben informato!

Thursday, January 31st, 2013

Gli impianti dentali costituiscono nell’ambito della chirurgia orale un trattamento di routine sicuro in un centro di implantologia, ma qualche volta qualcosa puó andare storto. A parte gli eventuali aggravamenti possibili, correlati alla salute del cavo orale e alle difficoltá intrinseche alla densitá ossea, una delle complicazioni piú comuni, negli interventi di chirurgia orale, é rappresentata dall’infezione degli impianti dentali, oppure del tessuto che circonda l’impianto. In implantologia l’infezione puó essere causata da una carente igiene orale del paziente, oppure puó essere provocata da degli impianti dentali infettati, perché sterilizzati in modo improprio, oppure puó avere origine da tante altre ragioni. In maggior misura l’infezione é causata da dei batteri patogeni presenti negli impianti dentali. Questi si insidiano stabilmente, iniziano a crescere, provocando dolore, gonfiore, e infine l’insuccesso dell’operazione chirurgica, e indirettamente quello del centro di implantologia che somministra il trattamento.

implanti

Generalmente l’infezione si sviluppa immediatamente dopo l’intervento di implantologia, o comunque entro il periodo di guarigione, quindi se c’é un’infezione solitamente é consuetudine rimuovere gli impianti dentali infettati, e ripulire la zona in cui sono stati inseriti. Al momento sembra che, in implantologia l’utilizzo degli antibiotici per curare questo tipo d’infezione, non costituisca una soluzione appropriata, e per questo é necessario ripulire manualmente la zona contaminata, e qualche volta bisogna ricorrere alla chirurgia orale se il tessuto é stato molto infettato.
La situazione peggiora se il paziente ha avuto altri interventi di chirurgia orale oltre a quello di implantologia, come su una corona oppure un ponte dentale. Questo fatto implica che tutti i precedenti lavori dentali, che sono nella zona degli impianti dentali infettati, devono essere rimossi, e naturalmente anche gli stessi impianti e quindi sostituiti, anche perché l’infezione favorisce il rigetto dell’impianto. La gengiva e il tessuto periodontale che circondano gli impianti dentali possono riportare delle ferite, lasciando degli interstizi tra l’impianto e il tessuto periodontale. Anche uno spazio minimo puó essere sufficiente per favorire lo sviluppo vitale dei microscopici batteri patogeni. Il periodo di guarigione dipende dalla gravitá dell’infezione, che varia generalmente da un minimo di tre settimane a un massimo di quattro o cinque mesi, e nei casi piú difficili é necessario piú tempo per guarire completamente.

Il modo migliore per prevenire queste complicazioni, consiste nell’essere molto meticolosi sull’igiene orale, facendo anche uso del filo interdentale, e recarsi almeno ogni sei mesi dal dentista per un controllo generale, o consultare un centro di implantologia.

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La procedura dentale dello sbiancamento: una nuova normativa

Sunday, January 27th, 2013

Nel maggio del 2011, dal personale medico e dalla corte giudiziaria é stata adottata una nuova politica piú restrittiva riguardante la natura del trattamento dentale dello sbiancamento dei denti, e come dovrebbe essere classificata. Fino a poco tempo fa, infatti, non era necessario essere iscritti all’albo professionale dei medici per effettuare la procedura dentale dello sbiancamento.

Zoom system

Zoom systemLe nuove norme invece, come requisito essenziale per eseguire tutte le pratiche per lo sbiancamento dentale, come per esempio lo sbiancamento professionale Zoom, richiederanno che siano realizzate da un dentista, da un igenista dentale oppure da un assistente, ossia da un personale medico qualificato. Questa nuova regolamentazione sta generando una accesa polemica, in particolare da parte delle industrie e delle compagnie di cosmesi dentale che rivendicano la natura meramente estetica dello sbiancamento dentale non considerandolo, infatti, una procedura dentale.

Sbiancamento Tale distinzione é importante in quanto assegna il diritto a piú persone di gestire il trattamento, che include chi ha conseguito una laurea in Cosmesi, ma anche chi non ha nessuna certificazione universitaria e ha peró la qualifica per lavorare nel settore industriale delle compagnie di cosmesi dentale o di prodotti di bellezza. Il dibattito é palesemente di natura economica, e non si incentra di certo sulla protezione del paziente. Le compagnie di cosmesi dentale temono quindi una considerevole perdita economica. É vero che lo sbiancamento dentale é considerato un trattamento di cosmesi dentale perché migliora la qualitá estetica della bocca ma non implica necessariamente una migliore salute del cavo orale, mentre puó influire decisamente sullo stato di salute dei tuoi denti, se é eseguito male.

Procedura dentale dello sbiancamento

E per questo é decisamente degno di nota precisare che la procedura dentale dello sbiancameto é sicura solo se eseguita dal personale medico. Per entrare nei dettagli, il sistema all’avanguardia dello sbiancamento professionale Zoom prevede l’uso del gel di perossido di idrogeno, come agente sbiancante, applicato per un determinato periodo di tempo. Nel trattamento  dello sbiancamento professionale Zoom, il gel é fatto indurire con un tipo di lampada laser speciale, la luce penetra gentilmente lo smalto dentale per eliminare molto velocemente le macchie, il colore giallo dei denti, e la placca dentale. Il gel di perossido puó essere nocivo se usato impropriamente, e per questo é indispensabile una competenza medica per eseguire lo sbiancamento professionale Zoom. La presenza di tartaro, gengiviti e carie richiede inoltre la risoluzione di questi problemi dentali prima di sottoporsi al trattamento sbiancante. Questo non puó essere fatto da chiunque, ma solo da un dentista. Per trarre quindi delle conclusioni la negligenza, la trascuratezza e l’incompetenza nel settore é da considerare come un crimine.

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L’impiego della radiologia in odontoiatria correlato ai tumori al cervello.

Tuesday, January 22nd, 2013

RadiografiaLa piú prestigiosa rivista sulla ricerca sul cancro, denominata Cancer, ha recentemente pubblicato un articolo molto inquietante. É stato recensito uno ampio studio che concerne i tumori cerebrali e le cause che li provocano. Il fattore numero uno, associato a questa malattia, sembra essere la radiografia dentale impiegata in odontoiatria, e specificatamente le numerosi esposizioni alle radiografie bitewing.

Il Meningioma,

il piú comune tra i tumori al cervello che colpisce il 33% dei pazienti, é la malattia della quale si occupa questa ricerca. Lo studio ha riscontrato che i pazienti che si sono sottoposti regolarmente alle radiografie bitewing avevano piú rischio (tra 1.4-1.9 delle possibilitá) di sviluppare questo tumore. La ricerca é stata condotta su persone di etá compresa tra i 20 e i 79 anni, che soffrivano giá di questa malattia, e i risultati sono stati comparati a quelli effettuati su un gruppo di persone che non soffrivano invece di tumore cerebrale. Le persone che si erano sottoposte alle bitewing fin da quando avevano meno di dieci anni, avevano pressoché cinque volte in piú il rischio di sviluppare il meningioma.

Questo studio risulta essere allarmante per numerose ragioni:

Raggi XPrima di tutto é sconcertante perché le radiografie dentali  fin dal loro primo utilizzo sono state migliorate di molto, e questa ricerca sembra proprio far decadere il senso di sicurezza sul quale si erano cullati numerosi medici. La quantitá di radiazioni ionizzate é stata ridotta cosí considerevolmente che  i dentisti non sono sicuri che queste possano essere ridotte ulteriormente. Il  secondo punto allarmante é che, dopo la consultazione degli esperti in odontoiatria, é risultato che sará necessario andare alla ricerca di una nuova tecnica per esaminare i pazienti, o peggio ancora abbandonare l’utilizzo dei raggi X,  che andrebbe a discapito di una conoscenza approfondita sulla salute e sulla disposizione dei denti all’interno della mascella stessa, importante in implantologia.  Anche se le radiazioni ionizzate non potranno essere completamente eliminate in odontoiatria, le radiografie dentali forniscono delle informazioni cosí utili che vale la pena di rischiare. Al giorno d’oggi l’estrazione chirurgica di un dente del giudizio, grazie all’aiuto dei raggi X, é un intervento chirurgico di routine, ma solamente qualche decennio fa si potevano avere delle gravissime complicazioni mediche. Se si perde un dente inoltre si puó ricorrere all’implantologia, la tecnologia piú avanzata. Dopo la consultazione medica, per un buon intervento chirurgico di implantologia sono fondamentali alcuni esami radiologici, quali per esempio l’ortopanoramica e le radiografie endorali.

L’idea é quindi quella di minimizzare l’uso dei raggi X e non quella di eliminarli. Lo studio menziona anche che le persone che dopo la consultazione medica si sono sottoposte frequentemente alle radiografie dentali, per piú di una volta all’anno, erano piú soggette a sviluppare questi tumori, mentre le persone sane che ricorrono agli esami radiologici di routine necessari, per esempio in implantologia, a intervalli regolari ma non frequenti, non dovrebbero avere dei rischi. Il modo migliore, per essere sicuri di essere ben informati, é chiedere sempre una consultazione al tuo dentista.

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Il mondo degli allineatori dentali: una comparazione tra il sistema Invisalign e il sistema Inman.

Thursday, January 17th, 2013

Orthodontico Invisalign

In ortodonzia

ci sono sempre numerose innovazioni, e si verificano a un ritmo relativamente veloce. Anche le persone maniache della pulizia visitano il dentista solamente una volta ogni sei mesi, alcuni persino ancora piú raramente, nonostante abbiano un grave problema ai denti. Questa é anche la ragione per la quale, qualche volta, i pazienti vengono a conoscenza delle innovazioni, che semplificano la loro vita,  molto tempo dopo che queste novitá diventano una normale abitudine.

Probabilmente quindi non avrai mai sentito parlare né dell’apparecchio ortodontico Invisalign e né dell’allineatore Inman. Di che cosa si tratta?  Il mondo del marketing sembra voler suggerire che questi siano una alternativa agli standard apparecchi ortodontici fissi, e siano capaci di garantire i medesimi benefici ma con delle qualitá aggiuntive, ossia l’essere invisibili, facilmente rimovibili, e il periodo di tempo del trattamento richiesto é piú breve. Tutto questo é vero solamente in parte. É vero che si tratta di innovazioni sul piano estetico che rispondono alle esigenze di pazienti che desiderano curarsi in modo veloce e confortevole, ma ci sono delle precisazioni da fare.

L’apparecchio ortodontico Invisalign

e l’allineatore Inman sono strumenti ortodontici adatti a riallineare i denti di pazienti adulti. Spostano specificatamente i denti frontali dell’arcata dentale superiore e di quella inferiore, quelli visibili quando si sorride, nella desiderata e corretta posizione. Sono quindi adatti per correggere dei denti con problemi non gravi di riallineamento dell’arcata dentale, non sono le uniche cure in ortodonzia, e non sostituiscono completamente i tradizionali apparecchi ortodontici fissi. Possiamo inoltre comparare i due tipi di allineatori menzionati per distinguerli e comprenderne meglio le caratteristiche.

Orthodontico Invisalign

L’apparecchio ortodontico Invisalign

é un allineatore trasparente, che si cambia ogni due settimane, puó essere rimosso per pulire i denti e per mangiare, ma pur essendo rimovibile deve essere portato per 22 ore al giorno per funzionare bene. L’allineatore Inman a differerenza dell’apparecchio ortodontico Invisalign non é trasparente in quanto ha una barra di metallo visibile, e l’intero trattamento dentale comparato al sistema Invisalign é piú veloce, in quanto é richiesta solamente un’applicazione, ed anche piú economico.

L’allineatore Inman é rimovibile come l’apparecchio ortodontico Invisalign, quindi entrambi sono confortevoli.

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