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La caduta del tartaro

Wednesday, April 22nd, 2015

Il tartaro ed i suoi effetti dannosi sulle gengive sono conosciuti da secoli. Incredibilmente si riscontra ancora in alcune persone un timore diffuso per farsi rimuovere il tartaro dai dentisti. La rimozione completa dei depositi calcificati sui denti, ossia del tartaro, e’ effettuata con punte metalliche montate su apparecchi che producono vibrazioni ad altissima frequenza, insieme a spray d’acqua.

Metodi moderni

Oggi giorno la rimozione di placca e tartaro avviene tramite metodi ad ultrasuoni che non danneggiano lo smalto, in quanto non lo toccano affatto. Tartaro e placca sono molto più morbidi dello smalto dei denti, e quindi le vibrazioni ultrasoniche fanno letteralmente tremare i detriti, mentre lo smalto rimane intatto, il dentista utilizza anche lo spazzolino Air e altre tecniche di lucidatura oltre ai consueti scaler e metodi di rimozione del tartaro. Questo è importante non solo per ragioni estetiche, ma anche per motivi igienici. La lucidatura rende la superficie del dente liscia così che i batteri non possano sopravvivere, rallentando la formazione di placca e tartaro.

tartar

La rimozione del tartaro

L’ablazione del tartaro può essere effettuata direttamente dal dentista o da igienisti dentali ed e’ necessaria quando comincia a formarsi il tartaro. L’accumulo di tartaro porta alla parodontite, e uno degli obiettivi della seduta di igiene orale è proprio la prevenzione della parodontite. Se il tartaro rimane sui denti per un periodo prolungato, causerà la necrosi della mandibola, la recessione delle gengive, ed eventualmente ad un allentamento con perdita dei denti. La tecnica professionale di rimozione del tartaro mira, appunto, al distacco del tartaro dai denti, la terribile sostanza che, come abbiamo spiegato, impedisce le corrette manovre d’igiene orale, favorisce l’accumulo di placca batterica sui denti e interferisce direttamente con la normale biologia gengivale.

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Non toccatemi il dente! Estrazione e dintorni

Wednesday, April 8th, 2015

Prima dell’intervento

Prima di arrivare all’estrazione del dente del giudizio vera e propria, di norma, il dentista procede con gli esami radiografici per accertarsi dell’esatta posizione delle radici del dente in modo tale da non causare lesioni temporanee o permanenti ai nervi. Solo in casi particolari l’odontoiatra richiede anche la TAC. In questa sede il paziente deve mettere al corrente il medico di eventuali allergie alla anestesia locale patologie pregresse o in corso ed eventuali medicine assunte.
Perche’ si fa un’estrazione?

radiografici

L’estrazione si esegue spesso quando è presente un’infezione nei tessuti molli e nelle membrane sotto la radice del dente, che provoca un dolore molto forte. Dopo l’estrazione, si dovrebbe formare sulla ferita un coagulo di sangue, che non deve essere rimosso e non deve essere risciacquato con nessuna medicina. Il risciacquo può rimuovere il coagulo lasciando la cavità secca o addirittura creando un’alveolite.

Soluzioni

Dopo l’estrazione è consigliabile eseguire impacchi freddi con un’alternanza di 15 minuti. Andare oltre il tempo necessario significa rischiare di infiammare il cavo orale. Di solito si possono fare impacchi caldi prima dell’estrazione, quando l’infezione è ancora presente, in questo modo i tessuti si gonfiano e si può rimuovere facilmente il pus presente dai tessuti dilatati. I dolori all’osso causati da un’estrazione possono essere curati con un grande rimedio omeopatico che si chiama Symphytum, o Consolida. La medicina occidentale tradizionale raccomanda l’uso di farmaci a base di diclofenac come Flector o Cataflam.

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Il potere di un bacio

Monday, March 23rd, 2015

Il 60% della popolazione ne soffre, ma il 18,5% non sa nemmeno di cosa si tratta: è la parodontite, un’infezione cronica associata alla perdita progressiva del tessuto osseo circostante i denti. A favorirne una così ampia diffusione potrebbe essere anche la facilità con cui si può trasmettere da un individuo ad un altro. Infatti secondo uno studio pubblicato da Francesco Martelli, direttore scientifico dell’Istituto di Ricerca e Formazione in Microdentistry, sulla rivista di settore Igiene e Sanità Pubblica per scambiarsi i batteri responsabili di questa malattia basta un semplice bacio. La diagnosi precoce, ricorda l’esperto, è un’arma importantissima “per chiarire la fonte di infezione, al fine di valutare protocolli di prevenzione anche per il partner”.

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In caso di sospetta parodontite può essere particolarmente utile lo screening diagnostico biomolecolare, che con i test microbiologici e genetici consente di prevedere le varianti geniche che influenzano la persistenza dei batteri pericolosi nelle aree al di sotto delle gengive, a sua volta determinante in termini di efficacia delle terapie. Fra queste ultime secondo Martelli il trattamento MicroFotoDinamico con laser ad alta potenza rappresenta un’arma particolarmente potente. “Consente una personalizzazione della terapia – sottolinea l’esperto – e garantisce una profonda decontaminazione dei batteri presenti nelle tasche parodontali, attraverso un’azione meno invasiva, meno dolorosa e più precisa rispetto alla chirurgia tradizionale, resa possibile anche dall’uso del Microscopio Operatorio in tutte le fasi del trattamento”.

Ma che cosa sono le malattie parodontali?

La parodontopatia: in questo stadio l’osso e la fibra del tessuto connettivo che mantiene i denti al posto giusto sono stati irreversibilmente danneggiati. Le gengive iniziano a formare una sacca al di sotto della linea gengivale che lascia intrappolati il cibo e la placca. Un trattamento dentale appropriato, e una migliore igiene del cavo orale puó generalmente aiutare nel prevenire ulteriori effetti negativi sulla salute.

La parodontite ulcero-necrotica: questra e’ l’ultima fase del decorso della malattia, in cui le fibre del tessuto connettivo, e l’osso che sostiene i denti sono distrutti, e questo puó causare lo spostamento dei denti, e il loro allentamento. Questo tipo di complicanze puó riguardare negativamente la masticazione e i denti potrebbero essere rimossi dal dentista.

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Diamo un’occhiata agli spazzolini elettrici!

Thursday, March 12th, 2015

Ma che cos’è uno spazzolino elettrico?

La risposta breve e concisa è semplice: uno spazzolino elettrico da denti può essere adatto alla pulizia come quello manuale, ma non è vero il contrario. Uno spazzolino manuale ha molti limiti rispetto al suo rivale, soprattutto se si considera la perfezione con la quale garantisce la pulizia dei denti.

Le differenze tra spazzolino elettrico e manuale

Quali sono le differenze? Prima di tutto il prezzo: naturalmente uno spazzolino elettrico costa sempre di più di quello manuale.
Ma si devono prendere in considerazione due fattori: uno spazzolino manuale si deve cambiare ogni 3 mesi, mentre uno spazzolino elettrico dura anni, a parte il ricambio delle testine, e inoltre ne basta uno per famiglia.

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La seconda differenza importante è nelle testine: quelle degli spazzolini manuali sono un po’ tutte uguali, mentre quelle dello spazzolino elettrico sono speciali (indicate per esempio per lo sbiancamento dentale, i denti sensibili).
La terza differenza è che spazzolino elettrico pulisce più a fondo i nostri denti, prestando attenzione anche alla giusta pressione da fare per non danneggiare le gengive. Le setole oscillanti rimuovono, infatti, la placca anche nelle zone difficili da raggiungere.

Conclusioni

I vantaggi di spazzolino elettrico

· Pulizia più efficace
· Giusta pressione
· Più veloce, accelera i passi di una corretta igiene quotidiana
· Un manico per i diversi componenti della famiglia
· Testine speciali (con movimenti rotatori, oscillanti, laterali a bassa o ad alta frequenza)
· Testine con tempi precisi di utilizzo

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“Aiutatemi, sto vedendo le stelle dal dolore”

Thursday, February 26th, 2015

stelle-dolore“Per almeno una settimana ho accusato un fortissimo dolore ai miei denti cariati, gli antidolorifici agiscono solamente per un breve periodo di tempo, ma poi il terribile dolore si ripresenta di nuovo. La mia gengiva e’ estremamente sensibile al caldo e al freddo, e ieri ho sofferto di mal di testa. Ho un appuntamento con un dentista giovedi’, ma il mio dolore non mi lascia in pace. Che cosa posso fare, si tratta di un’infezione alle gengive?

Cara Simonetta,

in base alla descrizione dei suoi sintomi, probabilmente ha un’infezione alla dentina. Questo problema e’ uno dei piu’ dolorosi che un paziente possa accusare, non esistono rimedi domiciliari, e deve subito contattare un dentista.

Trattamento consigliato: la devitalizzazione

La dentina e’ probabilmente piena di batteri, e il nervo e’ infiammato. I sintomi che accusa saranno risolti se il chirurgo rimuove la polpa infiammata o infetta, pulisce in profondità l’interno del canale radicolare, poi riempie e sigilla la zona. In seguito, dopo il primo trattamento lei dovra’ ritornera’ dal dentista, che collocherà una corona o un altro dispositivo di ricostruzione sul dente per proteggerlo e farlo ritornare ad una completa funzionalità.

Conclusioni

Parli subito con il Suo dentista per esporgli il problema dentale serio che la sta tormentando e le sta facendo vedere le stelle. Il trattamento di cura canalare potra’ migliorare la Sua situazione.

Le auguro una pronta guarigione!

Cordiali saluti,

Il dentista